Martedì 19 maggio l’Università Giustino Fortunato ha ospitato un intenso momento di riflessione a partire dal recente libro di Giacomo Petrarca, Mosè.
Dal mondo al libro, edito da Feltrinelli. Con l’autore, professore associato di Filosofia Teoretica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele (Milano), hanno discusso Guido Bianchini (Sfi Benevento), Raffaele De Luca Picione (Unifortunato) e Giuseppe Maccauro (Unifortunato). Nel corso del seminario, moderato da Antonio Gisondi (presidente della Sfi Benevento) sono stati approfonditi numerosi aspetti del lavoro di Petrarca: dal tema dell’eredità filosofica del pensiero ebraico, a quello psicoanalitico, dal problema dell’ermeneutica, a quello del valore della distinzione fra racconto storico e racconto mitico. Si è infine tentato di evidenziare anche il significato attuale della figura di Mosè e del suo messaggio, che oltrepassa abbondantemente i confini della riflessione teologica e religiosa, toccando invece il tema della crisi del potere politico nello stato laico moderno, dove sempre più di frequente sembrano riemergere pulsioni regressive verso forme di organizzazione verticistica, o addirittura verso forme primitive di culto della figura carismatica del capo.
L’appuntamento si inserisce nel quadro delle attività promosse dal laboratorio “La liminalità della psiche e
dei processi collettivi” coordinato dal prof. De Luca Picione, del cui comitato scientifico fanno parte anche i Proff. Coppola, Maccauro e Martini.
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