“GIURISPRUDENZA MATRIMONIALE CANONICA”, IL NUOVO VOLUME DEI PROFESSORI PALUMBO E SANTORO

Martedì 19 maggio alle ore 16.30, presso l’Aula Magna dell’Università Telematica Giustino Fortunato, si terrà la presentazione del volume “Giurisprudenza matrimoniale canonica”, recentemente pubblicato per i tipi di Lefebvre Giuffrè.

L’opera, unica nel suo genere, analizza la giurisprudenza matrimoniale canonica italiana a dieci anni dalla promulgazione del motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus (2015), che ha profondamente riformato i processi di nullità matrimoniale, introducendo innovazioni significative come l’abolizione della doppia sentenza conforme, il processus brevior, l’indagine pregiudiziale o pastorale e il rafforzamento del ruolo del Vescovo giudice.

Il volume, di circa 1700 pagine, raccoglie 137 decisioni in materia di nullità matrimoniale emesse tra il 2015 e il 2025 da 26 Tribunali ecclesiastici italiani e dello Stato della Città del Vaticano, offrendo un’ampia ricostruzione dell’evoluzione della giurisprudenza nel decennio successivo alla riforma.

L’opera è stata curata dai professori Paolo Palumbo e Raffaele Santoro, entrambi impegnati nello studio e nell’attività presso i Tribunali ecclesiastici.

Nel corso delle interviste rilasciate in occasione della pubblicazione, il Prof. Paolo Palumbo ha spiegato come il volume nasca da un progetto di ricerca volto a colmare una storica carenza di raccolte sistematiche della giurisprudenza matrimoniale canonica italiana, resa ancora più evidente dopo la riforma del 2015. La raccolta delle sentenze, ha sottolineato, è stata possibile grazie alla collaborazione dei Tribunali ecclesiastici, che hanno messo a disposizione materiale utile a ricostruire in modo trasparente e comparato le prassi giudiziarie.

Il Prof. Raffaele Santoro ha invece evidenziato come le sentenze raccolte consentano di analizzare in modo puntuale tutti i principali capi di nullità matrimoniale, mettendo in luce la complessità delle dinamiche giuridiche e pastorali. Tra i motivi più ricorrenti emergono, tra gli altri, il difetto di discrezione di giudizio, le incapacità di natura psichica e le diverse forme di esclusione dei beni essenziali del matrimonio.

Entrambi gli autori hanno inoltre sottolineato come, a dieci anni dal Mitis Iudex, la giurisprudenza evidenzi una crescente attenzione alla dimensione pastorale e alla vicinanza ai fedeli, pur rilevando che alcuni strumenti previsti dalla riforma, come l’indagine pregiudiziale o pastorale, risultano ancora non pienamente valorizzati in tutte le realtà ecclesiastiche.

La presentazione rappresenta un’importante occasione di confronto scientifico e accademico su un tema centrale per il diritto canonico contemporaneo e per l’evoluzione delle prassi giudiziarie ecclesiastiche, con particolare attenzione al rapporto tra giustizia, pastorale e tutela del matrimonio.

 

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