Emma Bonino: “Difendere e promuovere i diritti umani è un processo lento faticoso e difficile”

Difendere e promuovere i diritti umani è un processo lento, faticoso e difficile e poiché è un processo poi bisogna difendere i diritti perché “se non li difendi li dimentichi, ti puoi svegliare una mattina e quello che davi per acquisito non ce l’hai più”. Lo ha detto la senatrice Emma Bonino, ex ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana nel Governo Letta, durante l’incontro online organizzato dall’Università Giustino Fortunato, sul tema “Viaggio nei Diritti Umani”.

“I diritti umani – ha osservato la senatrice – sono universali e attengono alla libertà, ai diritti e ai doveri del singolo individuo, ma ogni esercizio di un proprio diritto contiene il dovere di rispettare quello altrui e di non calpestarlo, faccio un esempio sui vaccini: se tu vuoi esercitare il diritto di non vaccinare tuo figlio hai anche il dovere di non infettare mio nipote immunodepresso, quindi al tuo diritto di non vaccinare tuo figlio corrisponde il dovere di tenertelo a casa, non corrisponde il dovere che mio nipote non va a scuola”.

A volte i diritti sono vissuti come dato acquisito, ma non è così: “Non è merito vostro e neanche mio – ha detto rivolgendosi agli studenti – se siamo nati in Italia dopo la Seconda Guerra mondiale. Vediamo la guerra come una cosa lontana, nessuno ricorda che le persone non hanno radici, sono come pesci che si muovono per sfuggire a guerre, persecuzioni, per cercare un tenore di vita migliore. E confini e sbarramenti non sono mai serviti a niente”.

La senatrice ha ricordato, inoltre, come l’Europa sia stata importante rispetto ai diritti fondamentali della persona: “secondo me non solo per la Corte Europea dei diritti umani, che ci ha aiutato a superare violazioni, ma ci ha molto aiutato anche lo scambio culturale: sedere al Parlamento Europeo con persone di Paesi diversi ha permesso di far confrontare modi di vivere diversi, penso per esempio alla questione femminile. Il sostegno ottenuto contro l’aborto clandestino per esempio è venuto da altri Paesi Europei con culture un po’ più laiche”.

La senatrice Bonino si è soffermata anche sulla nascita della Corte Penale Internazionale promossa dal Governo Italiano con primo ministro Amato, dopo il genocidio della seconda Guerra Mondiale e all’indomani di gravissimi crimini contro l’umanità commessi nell’ex Jugoslavia.

Infine si è rivolta ai ragazzi dicendo “io spero che vi piaccia studiare e se non vi piace fatevelo piacere perché è la vostra assicurazione rispetto alle bufale, il vostro baluardo rispetto al razzismo che non è mai morto e riesplode in forme diverse, violente e non violente, in buona parte del nostro mondo anche occidentale”.

All’incontro hanno partecipato il Prof. Giuseppe Acocella, Magnifico Rettore Unifortunato e i professori Unifortunato Federico De Andreis, Learning advisor e Massimiliano Carioni, Docente di Teoria delle relazioni internazionali. Il Prof Acocella si è detto “molto preoccupato che oggi ci sia la mancata comprensione della profondità del tema dei diritti umani” e “temo che con la globalizzazione si sia decomposta l’unità valoriale anti totalitaria che permise negli anni ’40 il processo di Norimberga e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, tanto che non si parla più di diritti fondamentali. Spero che questo incontro sia la sede di riflessione critica seria per dire agli studenti che senza diritti umani non esiste civiltà”.

 

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